Al berlinauta piace il passato.
Ricordare volti, odori e sapori già conosciuti gli provoca una lieve nostalgia, e quasi si fa tenerezza da solo quando gli viene voglia di rievocare un tempo che non c’è più.
Stamane, ad esempio, faceva colazione ed il pane nero che imburrava lo ha riportato indietro di alcuni anni, al suo primo soggiorno a Berlino. Era a casa di Katharina, una sua amica berlinese, e facevano una di quelle enormi colazioni tedesche con frutta, uova, prosciutto e formaggio.
“Cos’è questo?”, aveva chiesto indicando una confezione gialla e conica di cartone.
“Goldsaft“, aveva risposto Katharina, “assaggialo, è buono“.
E così aveva fatto.
Era effettivamente un sapore che gli piaceva e adesso, guardando la fetta imburrata che teneva in mano, avrebbe voluto proprio avere un cucchiaino di Goldsaft per concludere la colazione in modo degno.
In seguito si è documentato un po’ e ha scoperto che il Goldsaft non si chiama Goldsaft.
Goldsaft è una marca. La parola tedesca che lo descrive è assai più complicata: zuckerrübensirup. E’ una specie di caramello denso e scuro, ma meno dolce, uno sciroppo grezzo che viene estratto dalla barbabietola da zucchero. Viene preparato cuocendo le barbabietole tagliate a pezzi per molte ore, e poi spremendo la poltiglia risultante fino ad ottenere un concentrato che abbia la consitenza del miele. Nessun altro ingrediente è utilizzato.
“E’ un alimento decisamente povero“, riflette il berlinauta mentre spinge il carrello tra i banconi del supermercato: sta cercando la confezione gialla del Goldsaft.
Che lo zuckerrübensirup sia un cibo modesto glielo ha confermato anche un’altra conoscente, Sabine, che gli ha detto che si mangia soprattutto al Sud e nell’area del Reno, al confine col Belgio. “Era molto diffuso nel dopoguerra, quando sul pane non c’era granché da spalmare“, aveva aggiunto, “ma questo sciroppo era così a buon mercato che potevano permetterselo quasi tutti“.
Sullo scaffale però, il berlinauta nota due tipi diversi di sciroppo: uno è il Goldasaft e l’altro si chiama Überrüber. Li compra entrambi, così può addirittura fare un confronto. Non vede l’ora di imburrare il pane…
I due zuckerrübensirup hanno un sapore molto simile, anche se sono diversi. Leggendo le etichette e cercando su wikipedia, il berlinauta fa due scoperte interessanti. La prima è che l’autentico zuckerrübensirup deve essere fatto esclusivamente con barbabietole da zucchero. Il Goldsaft è fatto così, mentre l’Überrüber ha solo il 36% di barbabietole e contiene anche molto caramello. La seconda è che la Zörbiger Konfitüre, che oggi fa parte del gruppo Zuegg e produce l’Überrüber, era l’unica azienda produttrice di marmellate e sciroppi della DDR: ancora una volta est e ovest, questa divisione le cui scorie sono rintracciabili ovunque a Berlino, anche in un semplice barattolo di sciroppo di barbabietola.












Galeotta fu Marylin, così narra la leggenda: la bionda attrice appare in sogno al nostro vestita di sola carta. Comincia così una passione per i vestiti di carta che, affinata nella preparazione di maschere e costumi per il carnevale di Venezia, porta Ennio (dopo un fondamentale workshop con
Poi si è informato meglio e ha scoperto che invece si trattava di provare a rimetterla. Mentre in quasi tutti gli altri Länder, infatti, gli studenti possono scegliere UNA DELLE religioni (non LA) oppure etica universale, a Berlino dal 2006 è stata introdotta l’ora obbligatoria di etica, mentre l’ora della religione a scelta è diventata facoltativa e quindi in più rispetto al normale orario di lezione. Questo naturalmente ha portato ad un drastico ridimensionamento del numero degli alunni interessati alla religione, perché in fondo un’ora in meno di lezione è pur sempre un’ora in meno a scuola. D’altra parte Berlino è stata spesso definita come “capitale europea dell’ateismo”, tanto è vero che solo il 36% della popolazione dichiara di avere una affiliazione religiosa di qualsiasi tipo.
Ma la cosa che più ha colpito il Berlinauta è stata che, per combattere il “calo di fedeli” nelle scuole, le tre religioni monoteiste hanno messo da parte millenni di lotte e incomprensioni: si sono messe a raccogliere le firme insieme per questo referendum, chiedendo di rendere nuovamente obbligatoria l’ora di religione (sempre in alternativa all’etica, naturalmente).