L’ora di etica

Nel quale il Berlinauta pensa di essere arrivato su Marte, e forse è davvero così

Il Berlinauta, bisogna dirlo, ha vissuto per alcuni anni all’ombra del Cupolone (o, come si dice a Roma, “der Cuppolone”).
Un’ombra imponente, e non solo per la sua grandezza: imponente anche perché troppo spesso prova a imporre la sua volontà in uno stato che si professa laico. E mentre in una Italia sempre più multiculturale (suo malgrado, forse) si discute ancora se tenere il crocifisso nelle scuole, tra presidi che provano a immolarsi e assurde sentenze del Consiglio di Stato, a Berlino domenica scorsa c’è stato un referendum sul tema delicato dell’obbligatorietà dell’ora di religione a scuola. Il Berlinauta ha pensato: come sono avanti questi tedeschi, vogliono togliere l’ora di religione…

Religion oder Ethik? Poi si è informato meglio e ha scoperto che invece si trattava di provare a rimetterla. Mentre in quasi tutti gli altri Länder, infatti, gli studenti possono scegliere UNA DELLE religioni (non LA) oppure etica universale, a Berlino dal 2006 è stata introdotta l’ora obbligatoria di etica, mentre l’ora della religione a scelta è diventata facoltativa e quindi in più rispetto al normale orario di lezione. Questo naturalmente ha portato ad un drastico ridimensionamento del numero degli alunni interessati alla religione, perché in fondo un’ora in meno di lezione è pur sempre un’ora in meno a scuola. D’altra parte Berlino è stata spesso definita come “capitale europea dell’ateismo”, tanto è vero che solo il 36% della popolazione dichiara di avere una affiliazione religiosa di qualsiasi tipo.
Al Berlinauta è sembrato ancora più interessante il fatto che la spinta all’introduzione dell’ora di etica obbligatoria sia stato un “delitto d’onore” nella comunità turca, al quale il sindaco di Berlino ha opposto, invece della divisione confessionale delle diverse ore di religione, un’ora di etica uguale per tutti. Come dire, in una città dove 4 bambini su 10 nascono da almeno un genitore straniero, forse è meglio unire che dividere.

EcumenismoMa la cosa che più ha colpito il Berlinauta è stata che, per combattere il “calo di fedeli” nelle scuole, le tre religioni monoteiste hanno messo da parte millenni di lotte e incomprensioni: si sono messe a raccogliere le firme insieme per questo referendum, chiedendo di rendere nuovamente obbligatoria l’ora di religione (sempre in alternativa all’etica, naturalmente).
I sondaggi alla vigilia sembravano preannunciare una lotta all’ultimo sangue, e c’era già chi criticava la “crociata” dei “Pro-Reli”, che con i loro cartelloni giganti avevano invaso la città. Eppure, la domenica del referendum, niente file ai seggi.
La laica Berlino ha ignorato la questione, bocciandola prima con l’astensionismo e poi anche nella conta dei voti.
Al Berlinauta sembra di leggere un romanzo di fantascienza, e invece è solo il giornale.

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Un Commento

  1. Scritto Sabato, 21 Novembre 2009 alle 13:18 | Permalink

    Fa buffo leggere questo post in questi giorni. Berlinauta, come mai non ci aggiorni più? Ti stai ancora riprendendo dai festeggiamenti dell’anniversario della caduta del muro?

    Giovanni

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